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L’artista Francesco Magli al traguardo dei 65. Buon Compleanno

L’artista Francesco Magli compie gli anni. Un compleanno che festeggerà il 17 giugno alla Fondazione Catella di Milano, a partire dalle 19.30, con una mostra dei suoi ultimi lavori. Serata comunque non solo d’arte, ma condita anche da cibo e spirito. Gli estimatori dell’artista sono avvisati. Chi sin trovasse a Milano, dalle parti del Quartiere Isola (via De Castiglia, 28) sarà il benvenuto.
Francesco Magli, pittore e scultore, è nato ad Aiello Calabro (Cs) nel ’45. Passa i primi anni della sua infanzia nella piccola cittadina del cosentino, ma poi vivrà sino all’adolescenza in un collegio a Limbadi. Da lì, emigra giovanissimo a Milano ed è qui, nella città meneghina, nella sua Isola (il quartiere vicino alla stazione di Porta Garibaldi), che sceglie la strada dell’arte con maestri e compagni di viaggio come Ibrahim Kodra, l'ultimo grande artista postcubista scomparso agli inizi del 2006, e grazie agli insegnamenti all’Accademia di Brera di Nicola Gianmarino, Pippo Spinoccia e Raffaele De Grada. Una arte, quella di Francesco Magli, che si estrinseca sulla tela, sui cartoni, nell’argilla e anche nel legno, e che narra, come scrive Carlo Franza, «la storia dell'uomo contemporaneo, delle sue lotte e delle sue tragedie, del suo radicarsi al prezzo dei cambiamenti e degli stili di vita, a ridare voce al suo grido di speranza e di sogno».
Da almeno quarant’anni, Francesco Magli si aggira tra tele, colori, argilla, pennelli, fiori, profumi di rosa, sedie e amori. E panettoni. Come quelli di piazza della Scala che ha dipinto abusivamente il 14 luglio del 1986 per dare un tocco di colore, di allegria ad una città grigia. Una data storica (la presa della Bastiglia) che l’artista calabrese scelse per celebrare la rivolta popolare per eccellenza. Fu poi multato per aver “imbrattato”. Ma per Francesco – «pittore militante che ha fatto di Milano il suo terreno d'azione, della mappa della città un territorio reale e immaginario da cui lanciare i suoi strilli di megafono» - che con l'insegnamento e la pittura vuole far riflettere sulla realtà contemporanea e sulle contraddizioni del denaro e del consumo - era una azione irrinunciabile per protestare contro la politica degli sfratti. Contro le ingiustizie di una città tentacolare e grigia che lascia poco spazio alla creatività e alla forza del colore.
A quella data deve la sua popolarità di artista, guadagnandosi spazio su tutti i giornali dell’epoca. Da quel momento, ma anche da prima la sua vita è votata all’arte. Arte e Vita sono inscindibili in un “cortocircuito di politica e pensiero”. Sempre alla ricerca di nuove esperienze, di nuove iniziative per far conoscere le opere d'arte e soprattutto l'uomo che sta dietro di esse, la sua anima, per la affermazione della dignità dell'uomo, per il "grande dialogo", per l'amicizia e la solidarietà tra gli uomini, per la Pace, la Giustizia.
“A questo mondo io sono e sarò sempre dalla parte dei poveri”, dice Magli con Garcia Lorca.
Chi tra i lettori lo conosce lo associa, pure, quasi meccanicamente, alla figura dello zampognaro, nata negli anni 70-80. La figura, come ci ha spiegato più volte, è una sorta di robot. Un ricordo delle sue esperienze, brevi, di lavoro e di alienazione presso una fabbrica di auto del centro Europa. Da lì a poco il robot diviene “lo zampognaro calabro”. O anche un suonatore di piffero; un pifferaio magico che ti invita a seguirlo in una “città del sole”.
In tanti anni di attività le opere, sculture, tele, cartoni, di questo artista meridionale hanno girato il mondo, testimoniando sempre in ognuna impegno sociale e amore per le ragioni degli altri. 
Buon compleanno dalla Redazione del Blog!

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